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Peculiarità informative delle Prescrizioni Verdi per il benessere mentale

strumenti per accompagnarne la condivisione  tra paziente, psicoterapeuta, medico curante e conduttore.

di Grazia Sacchi

La Prescrizione Verde richiede, idealmente, che il professionista che la propone disponga di una visione il più possibile completa della persona: non solo degli obiettivi di salute, ma anche delle condizioni biologiche, psicologiche e sociali che possono orientare la scelta, suggerire cautele o indicare eventuali controindicazioni.

Nel contesto medico, questa valutazione è generalmente agevole. Il medico curante conosce il quadro clinico complessivo del paziente o può facilmente confrontarsi con altri colleghi. Ad esempio, nel prescrivere attività in ambiente naturale per una patologia metabolica, potrà tenere conto di allergie stagionali, problematiche osteoarticolari o limitazioni funzionali che incidono sulle modalità della proposta.
Allo stesso modo, quando è previsto il coinvolgimento di un conduttore in ambiente, la condivisione delle informazioni rilevanti avviene di norma in modo diretto e concordato con il paziente, nel rispetto della privacy.


 

La situazione è più complessa nell’ambito della psicoterapia. Può accadere che una persona scelga di non informare il proprio medico curante del percorso psicoterapeutico in corso. In questi casi, lo psicoterapeuta non dispone – e non può disporre – di una valutazione clinica completa, pur dovendo considerare attentamente l’opportunità di una Prescrizione Verde.

Anche la comunicazione delle Prescrizioni Verdi in questo contesto richiede particolare attenzione. La presenza di materiali informativi in sala d’attesa, ad esempio, può non essere appropriata: il paziente potrebbe desiderare di intraprendere un’esperienza in Natura in un momento in cui lo psicoterapeuta non la ritiene indicata, e un rifiuto non adeguatamente contestualizzato potrebbe generare incomprensioni o tensioni nella relazione terapeutica.

Ulteriori criticità riguardano il possibile coinvolgimento del conduttore. Alcune informazioni rilevanti per la sicurezza o l’andamento dell’esperienza possono essere note allo psicoterapeuta ma non condivisibili in quel momento, con il paziente o con terzi, per ragioni cliniche o di privacy. Inoltre, il paziente ha bisogno di costruire gradualmente un rapporto di fiducia con il conduttore e può inizialmente mostrare diffidenza, imbarazzo o difficoltà a riferire le proprie esperienze sia al conduttore sia allo psicoterapeuta.

Per affrontare queste specificità, all’interno dei nostri gruppi di lavoro multidisciplinari sono state sviluppate alcune strategie operative.

In primo luogo, è stato predisposto un opuscolo informativo dedicato, pensato per essere consegnato direttamente dallo psicoterapeuta al paziente solo quando la Prescrizione Verde risulti indicata, appropriata al momento del percorso e compatibile con le condizioni di sicurezza.

 

L’opuscolo è strutturato in modo da essere comprensibile per il paziente, ma contiene anche informazioni utili al medico curante, qualora il paziente desideri condividerlo per facilitare un dialogo diretto tra i professionisti o per integrare valutazioni cliniche rilevanti (ad esempio allergie, condizioni cardiometaboliche, difficoltà motorie).

Sono inoltre presenti riferimenti bibliografici, rimandi al sito Prescrizioni Verdi e contatti, per consentire eventuali approfondimenti da parte dei professionisti coinvolti, qualora questi non fossero personalmente esperti nella Prescrizioni Verdi.

 

L’opuscolo è disponibile anche online qui

Parallelamente, è stato costruito un percorso informativo flessibile per il trasferimento delle informazioni, che tiene conto delle diverse possibili configurazioni del percorso: presenza o assenza del medico curante, coinvolgimento o meno di un conduttore, esigenze di monitoraggio clinico o di automonitoraggio da parte della persona. Le risorse sviluppate includono istruzioni operative, strumenti di monitoraggio e modelli di report, pensati per adattarsi alle diverse direzionalità di condivisione delle informazioni, sempre nel rispetto delle scelte e del consenso del paziente.

Nel corso dell’anno è prevista una fase di sperimentazione di questi strumenti, finalizzata a valutarne efficacia, fruibilità e sostenibilità nella pratica.

pubblicato gennaio 2026

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