
Ben-Essere in Natura 2025
Progetto complementare alle Prescrizioni Verdi, ispirato all’ Etnobiologia delle pratiche sensoriali.
Realizzato nel Parco del Ticino – Centro Parco Ex Dogana – Tornavento nel settembre 2025
autore e attuatore Vito Antonio Polito



Il programma qui descritto non si propone come modello rigido o esaustivo, ma come una struttura replicabile e adattabile. Le attività sono state progettate come moduli flessibili, capaci di dialogare con territori, culture e comunità differenti, mantenendo invariati alcuni principi fondanti: inclusione, relazione con la Natura, cura del benessere globale e rispetto degli ecosistemi.
Finalità generale
Ben-Essere in Natura 2025 nasce con l’obiettivo di rendere il territorio del Parco del Ticino protagonista di un processo culturale e relazionale fondato sul dialogo tra essere umano e ambiente naturale.
Il paesaggio viene valorizzato non solo come spazio fisico, ma come luogo di cura, appartenenza e trasformazione condivisa.
Premessa e contesto
Il progetto assume il concetto di cura in una prospettiva ampliata e non medicalizzata, andando oltre la dimensione sanitaria per diventare chiave di lettura del rapporto tra individuo, comunità e territorio.
Attraverso pratiche esperienziali, attivazioni sensoriali e momenti di ritualità collettiva, le attività hanno promosso una relazione con i luoghi intesa come modalità di essere-nel-mondo.
Questo approccio si fonda sulla consapevolezza che i sensi e le percezioni non siano universali né neutrali, ma mediati da culture, valori e pratiche sociali. In questa prospettiva, la cura emerge come processo bioculturale e inclusivo, in cui la salute umana e quella dell’ambiente risultano interdipendenti.
Impianto del progetto
Il programma di attività può essere letto come una struttura connettiva che intreccia dimensioni ecologiche, estetiche ed esperienziali. Gli incontri hanno attivato spazi e tempi “altri”, capaci di sospendere la quotidianità e favorire esperienze rigeneranti che rimettono in discussione il rapporto tra individuo, comunità e Natura.
Il contesto del Centro Parco ex-Dogana ha svolto un ruolo centrale: luogo di forte memoria storica e di confronto tra sviluppo e tutela ambientale, è stato reinterpretato come spazio di riattivazione simbolica e culturale.
A chi si rivolge
Il progetto è stato pensato per una partecipazione ampia e non selettiva, favorendo la presenza, all’interno degli stessi gruppi, di:
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persone sane,
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persone con patologie croniche,
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persone con limitazioni fisiche e sensoriali (es. ipovedenti).
Questa scelta ha permesso di costruire contesti non stigmatizzanti, fondati su relazioni paritarie e su un’esperienza condivisa della Natura.
Obiettivi
A partire da domande guida legate al benessere, ai bisogni delle persone e degli ecosistemi e all’accessibilità dei valori culturali del territorio, il progetto ha perseguito i seguenti obiettivi:
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favorire processi di riconnessione bioculturale;
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promuovere consapevolezza ecologica;
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intendere il benessere come esperienza collettiva di reciprocità;
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trasformare il territorio in luogo di dialogo, condivisione e cura.
Relazione con le Prescrizioni Verdi
Dal punto di vista metodologico, Ben-Essere in Natura si colloca al di fuori dell’ambito clinico-prescrittivo.
Le attività non prevedono obiettivi terapeutici individualizzati, prescrizioni formali o protocolli di monitoraggio clinico, e rientrano negli Interventi basati sulla Natura (IbN).
Il progetto non si sostituisce ai percorsi sanitari, ma si propone come contesto complementare e compatibile con le Prescrizioni Verdi, potenzialmente integrabile su indicazione di professionisti sanitari.
Valore come intervento complementare
La struttura del progetto ha consentito anche a beneficiari delle Prescrizioni Verdi di frequentare la Natura in contesti socializzanti, inclusivi e rispettosi degli ecosistemi, senza medicalizzare l’esperienza.
In questo senso, Ben-Essere in Natura ha funzionato come ambiente abilitante, favorendo una promozione della salute globale che include dimensioni fisiche, relazionali, emotive e culturali.
Struttura e contenuti delle attività
Le attività sono state ispirate all’etnobiologia delle pratiche sensoriali e articolate in quattro programmi di una giornata, ciascuno autonomo ma inserito in un disegno esperienziale coerente.
1. Dialoghi in Natura – Le Radici della Cura / Il Respiro degli Alberi
Modulo di apertura e soglia.
Funzione:
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attivare il dialogo interiore ed esteriore;
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costruire un senso di comunità;
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introdurre il linguaggio simbolico della Natura.
Elementi replicabili:
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utilizzo di uno spazio liminale (prato, radura, soglia);
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guida come mediatore simbolico;
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centralità del paradigma One Health, One Earth.
Gli incontri hanno favorito una narrazione collettiva del territorio, facendo emergere bisogni condivisi legati alla tutela ambientale e alla riappropriazione di spazi comuni.
2. Laboratori di Arteterapia – Un angolo per te / A piccoli passi
Modulo di espressione e trasformazione simbolica.
Funzione:
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dare forma visibile ai vissuti interiori;
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favorire ascolto, rallentamento e condivisione.
Elementi replicabili:
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uso di materiali semplici e naturali;
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centralità del corpo espressivo;
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restituzione collettiva dell’esperienza.
Le pratiche artistiche hanno permesso di trasformare esperienze individuali in patrimonio simbolico condiviso, rafforzando il senso di appartenenza.
3. Shinrin-kansō – Minimalismo e ascolto della Natura
Modulo di immersione e sottrazione.
Funzione:
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favorire presenza e ascolto;
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ristabilire un ritmo corporeo in dialogo con il paesaggio.
Elementi replicabili:
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cammino lento e non finalizzato;
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silenzio come spazio condiviso;
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piccoli gesti simbolici di relazione con l’ambiente.
L’esperienza ha favorito il passaggio da una relazione utilitaristica con la Natura a una relazione dialogica e reciproca.
4. Paesaggi Sonori – Ascoltare con altri sensi
Modulo di rovesciamento sensoriale e inclusione radicale.
Funzione:
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superare il primato della vista;
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valorizzare competenze percettive spesso invisibilizzate.
Elementi replicabili:
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guida non vedente come facilitatore;
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ascolto multisensoriale;
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inversione delle gerarchie percettive.
Un’esperienza emblematica
Durante l’attività, Maria, una giovane donna cieca, riconosce la presenza di conifere lontane attraverso un impercettibile stimolo olfattivo.
Questo gesto semplice apre una soglia percettiva per l’intero gruppo, trasformando la passeggiata in una iniziazione sensoriale e ricordando che il mondo non si conosce solo attraverso ciò che si vede.
Conclusione – Un ciclo rituale contemporaneo
L’intero programma può essere letto come un ciclo rituale di rigenerazione:
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Apertura – Dialoghi in Natura
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Espressione – Arteterapia
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Immersione – Shinrin-kansō
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Rovesciamento – Paesaggi Sonori
Un modello capace di produrre benessere individuale e coscienza ecologica condivisa, saldando esperienza personale e responsabilità collettiva.
Replicabilità e apertura progettuale
Ben-Essere in Natura è pensato come un modello:
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modulare,
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scalabile,
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contestuale.
Ciò che può essere replicato non sono le singole attività in sé, ma:
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la struttura rituale,
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l’approccio sensoriale,
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il principio di inclusione,
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la centralità del territorio.
Il valore del progetto non risiede nella riproduzione fedele delle attività, ma nella possibilità di riattivarne i principi in contesti diversi.
pubblicato gennaio 2026