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Un’oasi per lenire il dolore cronico

                                                                                                    di Maria Cristina Gherardi – ISDE Reggio Emilia

Premessa e razionale

 

Le persone affette da dolore cronico, patologie neurodegenerative o condizioni di sofferenza persistente, così come i caregiver esposti a un carico assistenziale prolungato che può evolvere in affaticamento emotivo e burn out, necessitano di interventi terapeutici personalizzati, prescritti e monitorati dal medico curante. Tali interventi richiedono una frequentazione regolare e continuativa di ambienti naturali di prossimità, inserita in un percorso di cura coerente, sicuro e sostenibile nel tempo.

L’esperienza maturata negli anni evidenzia tuttavia come, accanto alla dimensione clinico-terapeutica individuale, sia fondamentale riconoscere il valore della dimensione relazionale e condivisa dell’esperienza in Natura.

Dolore cronico, malattia di Alzheimer come altre malattie croniche, e la fatica del caregiving sono condizioni spesso poco comprese dal contesto sociale e talvolta banalizzate o liquidate come “disturbi psicosomatici”, quasi fossero imputabili a una carenza di impegno o di risorse personali. Questo fraintendimento contribuisce frequentemente all’isolamento delle persone che ne sono colpite, come se la sofferenza rappresentasse un elemento di disturbo rispetto ai modelli di efficienza e performance richiesti dalla vita contemporanea.

 

In tale contesto, condividere l’esperienza diventa un atto di riconoscimento e di esistenza: significa rendere visibile la propria sofferenza e l’impegno quotidiano necessario per convivere con le limitazioni imposte dalla malattia. Farlo in Natura assume un valore ulteriore, poiché l’ambiente naturale rappresenta una “società altra”, non umana, che non giudica, non esclude e non stigmatizza, ma integra la vulnerabilità come parte costitutiva dei sistemi viventi.

 

Per persone spesso costrette a rinunciare a molte dimensioni della propria vita, la possibilità di vivere esperienze dedicate in ecosistemi capaci di esprimere la meraviglia della Natura, in tutte le stagioni e a tutte le scale – dal più piccolo fiore all’albero più maestoso – diventa un autentico gesto di cura. Un gesto che restituisce dignità, senso e appartenenza, facendo sentire speciale chi vi partecipa.

 

Dall’esperienza alla progettazione

 

A partire da questa consapevolezza, è nata l’idea di individuare un ambiente naturale idoneo non solo all’invio di pazienti per Prescrizioni Verdi personalizzate, ma anche alla realizzazione di momenti di condivisione protetta, capaci di accogliere persone con dolore cronico, caregiver e familiari, senza medicalizzare l’esperienza.

 

La scelta è caduta sull’Oasi LIPU di Bianello, area naturale protetta di circa 125 ettari nel Comune di Quattro Castella, caratterizzata da boschi, praterie, macchie e coltivi. L’area è di proprietà comunale; la gestione naturalistica è affidata a LIPU, mentre la parte storica del Castello è curata dal Gruppo Storico “Il Melograno”. L’Oasi è aperta tutto l’anno con ingresso libero ed è sede di numerose iniziative di educazione ambientale ed eventi naturalistici.

 

Con il supporto di Luca Artoni, biologo e guida ambientale escursionistica, è stato individuato un percorso accessibile di circa 700 metri, adatto anche a persone con limitazioni funzionali o necessità specifiche. Il tracciato attraversa ambienti di elevato valore naturalistico, tra cui prati, boschi con querce secolari (“I Giganti di Bianello”), una siepe di bosso centenario, uno stagno con presenza di tritone crestato italiano e l’area della Corte degli Ulivi, dotata di servizi e spazi idonei alla sosta e alla condivisione di gruppo.

 

Le prime esperienze realizzate hanno confermato il potenziale del luogo, evidenziando al contempo la necessità di attenzione costante ai fattori di rischio (presenza di cani non al guinzaglio, periodi di caccia, tratti scivolosi in caso di pioggia), da gestire attraverso informazione preventiva, monitoraggio e collaborazione con gli enti competenti.

 

Il progetto “Un’oasi per lenire il dolore cronico” si colloca così come spazio di integrazione tra Prescrizioni Verdi personalizzate e interventi di condivisione in Natura, offrendo un contesto capace di accogliere la fragilità senza trasformarla in etichetta clinica. La Natura diventa mediatrice di relazione, riconoscimento e sollievo, contribuendo a lenire il dolore non solo sul piano fisico, ma anche su quello psicologico e sociale.

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