

Stefania Pinna
Sono nata in Sardegna e sin dai primi passi ho potuto avere la fortuna di crescere con la presenza costante del mare: la mia famiglia paterna è originaria di Castelsardo ed è tra le prime comunità di pescatori che hanno caratterizzato questo piccolo borgo. Infatti, in primis mio nonno e poi diversi figli si sono dedicati alla pesca professionale. Il mio percorso di vita è caratterizzato dallo stare intorno e dentro l’elemento acqua: rapporto costante col mare dall’infanzia tra scogli e gozzi in legno, studi in materie nautiche, in biologia ed ecologia marina, esperienze di vela, windsurf, subacquea e apnea.
A partire dalla tesi di laurea ho maturato un’esperienza più che decennale in progetti di ricerca sui vari aspetti dell’ecologia marina costiera a livello locale e Mediterraneo, dalla valutazione dell’efficacia di protezione delle aree marine protette, alla conservazione della biodiversità e di specie di particolare interesse.
Grazie all’esperienza maturata con la didattica universitaria, l’ecopsicologia, il teatro e i progetti di divulgazione per bambini e adulti, ho compreso quanto sia necessario sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica sulle tematiche ambientali, facilitando la riconnessione con la natura e stimolando una nuova coscienza ecologica.
L’esperienza come ricercatrice nel Laboratorio di Ecologia Affettiva, mi ha permesso di approfondire, trasmettere e divulgare l’Ecopsicologia, il pensiero sistemico, la biofilia, le prescrizioni verdi e i benefici del contatto con la Natura.
Questa posizione mi ha portato, inoltre, a vivere e scoprire la natura alpina, per me abbastanza nuova e affascinante. Lo ritengo un passaggio importante che mi ha permesso di partecipare a progetti e ricerche sull’Ocean Literacy, la percezione e connessione col mare, con diversi gruppi di ricerca italiani, mantenendo la connessione col mare.
Grazie a varie collaborazioni, tra cui quella col Parco Nazionale Gran Paradiso, ho partecipato a progetti che uniscono arte e scienza in un’ottica transdisciplinare. È un ambito che ho iniziato a coltivare da circa dieci anni, quando ho sentito la necessità di riscoprire la mia creatività e integrare l’arte nelle mie attività di educazione ambientale.
Dal confronto in questi anni con le figure che hanno portato alla luce le Prescrizioni Verdi con approccio Planetary Pealth, ho potuto aggiungere un nuovo tassello alla comprensione della relazione essere umano-Natura attraverso la reciprocità come base di una nuova visione di questa relazione.
Il mio ruolo attuale come direttrice di un’Area Marina Protetta Capo Spartivento, mi permette di fare un ulteriore passo nel mio impegno sulla tutela della biodiversità, che è strettamente connessa alla salute dell’essere umano. La navigazione verso le Prescrizioni Blu è ormai avviata.
ultima modifica il 24-07-2026